Non pensate ancora di sposare?

Posted on 13 giugno 2011

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Noi, la nostra famiglia, eravamo una banda, una moltitudine di genti di tutte le età. In prevalenza, però, eravamo femmine. Dal lato di mia madre, per esempio, quando ero piccola mio nonno era già morto e mia nonna viveva con la sorella Sara e la cognata Nina, poi spesso per casa passava anche una cugina di mia nonna che si chiamava Anna, la cugina, non mia nonna, che mia nonna si chiamava Delia. Poi c’era mia mamma e però mia mamma aveva due fratelli, Giovanni e Riccardo, e da loro 3, voglio dire dai rispettivi matrimoni, uno ciascuno che son durati tutta la vita perché di divorzi io non ne ho mai visti in casa mia, sono nati in totale 6 nipoti, 2 ciascuno: 4 femmine e 2 maschi, che poi, se vogliamo dirla tutta, sti due maschi si riducevano quasi a uno perché gli avevano dato lo stesso nome, Antonio, e quindi con una voce si giravano in due il che ha contribuito ad aggravarne la minoranza.

Di queste 4 nipoti io ero la più piccola, abbastanza più piccola, che in ordine eravamo Delia, Elvira, Marzia e io. Tra me e Delia correvan 10 anni e tra me e Marzia 6. Per me loro sono nate grandi perché io piccole non le ho mai viste. E mi ricordo che come iniziavano a crescere davvero, che c’avevano i fidanzati e li portavano a casa, a un certo punto succedeva che mia nonna si avvicinava a quella che aveva già finito di studiare e da un po’ portava sempre lo stesso fidanzato e le chiedeva: “Non pensate ancora di sposare?”. Marcava la distanza, in qualche modo, quella domanda, la distanza di età tra me e loro.

Stamattina ero nella camera che mi ospita momentaneamente, è la camera che è stata prima dei miei zii ragazzi, Giovanni e Riccardo, e poi di mio cugino Antonio (l’altro Antonio è mio fratello) durante gli anni di università. Stamattina io ero in camera a leggere e mia nonna è venuta e mi ha domandato se mi ero laureata, le ho risposto di si, da un anno, è che mia nonna ha 95 anni adesso, di tutte quelle femmine antiche è rimasta solo lei, e la memoria è il prezzo che paga al trascorrere dei giorni. Alla mia risposta mi ha chiesto cosa pensavo di fare, se facevo il concorso per insegnare e io le ho raccontato che a ottobre vado in Spagna a insegnare Italiano per un anno, lei deve essersi ricordata che in Spagna vive anche il mio ragazzo, per una sorta di miracolo credo, e mi ha chiesto: “Non pensate ancora di sposare?”.

Ecco, mi sa che la distanza è colmata.

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