La famiglia rappresenta.

Posted on 18 giugno 2011

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La normalità per me è sempre stata la moltitudine appiccicata addosso che sommava al mio stretto nucleo familiare, mamma, papà e mio fratello Antonio, anche tutto il resto del parentado, beh, quello più prossimo: i 3 nuclei costituiti dai matrimoni delle  sorelle di mio padre e i 2 dei fratelli di mia madre. A voler essere onesti però non sono 5 in tutto, sono 4 perché una sorella di mio padre ha sposato un fratello di mia madre e secondo me sono queste due unioni a filo doppio che hanno contribuito alla creazione di un blocco che non si è mai sbloccato.

E quindi io ho il vantaggio che a Natale, a Pasqua, ai compleanni e anche agli onomastici, perché noi non ci facciamo mancare niente e ogni scusa è buona per ammontonarci e abbuffarci, ho sempre visto riuniti tutti e due i miei rami familiari. E anche le vacanze estive e la settimana bianca sono sempre state organizzate in gruppo.

Però adesso la seconda generazione è cresciuta, c’è chi si sposa, chi fa i figli, con il conseguente obbligo a lasciare spazio e tempo anche alle famiglie dei mariti/mogli/compagni acquisiti. A questa migrazione temporanea la moltitudine tende a opporre resistenza e questo tempo, che è un diritto del parentado acquisito, sembra sempre un’ingiusta sottrazione agli occhi integralisti della famiglia, l’unica, vera Famiglia che è la nostra. Piuttosto che sgretolarci e creare gruppi autonomi, noi preferiamo inglobare, ingrossare le fila, e chi entra in contatto con un elemento finisce per diventare parte di questo gigantesco organismo che non cessa di crescere.

Io, per dire, ho già inglobato 4 amici.

 

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