Supponiamo una panchina.

Posted on 24 giugno 2011

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Supponiamo una panchina e, su quella panchina, tu.
Supponiamo che tu mi abbia cercato, supponiamo che tu abbia composto il mio numero sul tuo telefono o più semplicemente selezionato il mio nome dalla rubrica registrata, e supponiamo poi tu abbia premuto il tasto con sopra stampato il piccolo telefonino verde e che questo gesto abbia fatto partire la chiamata al mio cellulare, supponiamo che io abbia sentito lo squillo e risposto in tempo prima che il numero di squilli raggiungesse la soglia dell’interruzione della connessione, supponiamo tu mi abbia parlato e che io abbia compreso chi eri e abbia accettato di vederti.
Supponiamo una panchina e, su quella panchina, tu.
Supponiamo che io sia arrivata in orario al nostro appuntamento e che tu eri già lì ad attendermi, supponiamo allora che mi sia seduta accanto a te su quella panchina e che abbia poi ascoltato te e ciò che avevi da dirmi, supponiamo che le tue parole mi siano piaciute e che abbia sorriso.
Supponiamo una panchina e, su quella panchina, tu.

Sulla panchina non ci sei tu, in realtà la panchina è vuota, in realtà la panchina non esiste perché non esisto io e neppure esisti tu.

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