Guardati.

Posted on 10 luglio 2011

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Che fai? Guarda che ti ho vista, ti vedo, è inutile che ti camuffi tanto sei sempre tu e ti si riconoscerebbe anche se mettessi sù un naso posticcio e gli occhiali scuri.

Che stai facendo? Sono proprio quei gesti lì, ecco, il modo che hai di muovere la mano o la smorfia che ti viene mentre sei intenta a far qualcosa, son proprio quelle cose lì che ti marcano, senza che tu ne sia cosciente. Guardati! Come apri e chiudi la mano, come sorridi, il modo che hai di organizzare la casa, il lavoro. E non dovrebbe spaventarti quello che ti dico: sei tu e la tua storia.
Quel modo che hai di serrare e, contemporaneamente, sporgere le labbra mentre fai i piatti, quello lì è il modo che ha di atteggiare la bocca tua madre quando fa i piatti.
E poi ancora, guarda come non stai un secondo ferma su quella sedia, accavalli prima una gamba, poi la sciogli, accavalli l’altra, ti adagi su un fianco, poi appoggi la testa sulla mano che piega il gomito sul bracciolo, poi ti muovi di nuovo, e questa cosa qui di moto perpetuo è tuo padre che non sta mai un secondo fermo.

Che fai? Ti nascondi? Ma è inutile perché quando ti nascondi si vedono solo quei gesti lì, più veri perchè più inconsci e, per loro natura, meno controllabili.
E infatti, guardati, proprio mentre ti camuffi sei diventata un po’ più tu.

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