LA SOLITUDINE DEI FILE SUI PC – tratto da una storia vera-

Posted on 12 luglio 2011

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Premessa: questa cosa qui l’ho scritta qualche tempo fa, in uno dei tanti momenti di crisi da virus e “recupero psicologico” dall’ennesima formattazione.

Io adesso voglio dedicare questo mio scritto a tutti quei file che, come questo che sto creando in questo momento, esistono in copia unica e voglio scrivere queste righe perché credo sia giusto dar loro il dovuto rispetto e riconoscimento per la vita fragile e precaria che sono costretti a fare. Che se uno si dimentica di salvare, per esempio, ogni battuta, mentre sta scrivendo potrebbe succedere che per un black-out improvviso si spenga il computer e tutto il documento si dissolva e se anche la batteria è inserita e salva il file dal black-out, magari succede, come succede sempre a me, che un virus cinico e bastardo si intrometta nel computer e bruci tutto. E allora cosa rimane di questi file disintegrati? Una traccia minima, qualche click, qualche bite svolazzante chissà dove nella rete. E poi il peggior nemico dei file senza plurale: la FORMATTAZIONE. Che c’ha proprio il nome di un’azione di guerra, alla “Desert storm” o “Pace perpetua” cioè un fatto di una violenza inaudita: accendi il computer, premi F2, selezioni la lettura del disco, inserisci disco di ripristino e quando il computer, quasi a invocare un’ultima possibilità di salvezza, ti domanda se sei davvero sicuro di voler procedere con la formattazione, se sei consapevole che questo comporterà la perdita definitiva e totale dei dati in esso contenuti tu, spietato come solo un essere umano sa essere, rispondi, con sdegno, spietato, SI.

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