I bei silenzi.

Posted on 19 agosto 2011

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Sembrava che non saremmo arrivati mai.

Il sentiero all’inizio era una stradina larga, delimitata chiaramente, ma ti ingannava dopo qualche centinaio di metri camuffandosi dietro un finto muro di pietre che faceva da filtro a chi, benché desideroso di giungere alla valle, veniva dissuaso al primo ostacolo. Scavalcato il muretto la strada si faceva una stretta linea, ad ogni passo più costretta da cespugli e alberi, ma quando sollevavi il mento vedevi maestosi i volti di roccia, guardiani del posto, con i tratti deformati dall’abbraccio di vento e sale di mare.
Poi la strada si è aperta e la vallata diventava più ampia ad ogni nostro passo per poi restringersi e morire in una minuscola spiaggia tra due montagne di facce e al centro, nel cielo, la luna che rimane ferma a guardare anche se sono le nove del mattino.

Ma non è per l’acqua cristallina, né per le rocce e neppure per le genti che popolano tutto intorno la valle come padroni di una terra comune, sono i silenzi, quei bei silenzi di notti sveglie che ti fanno venir voglia di restartene lì per sempre.

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