Io e lei.

Posted on 1 settembre 2011

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Eravamo lei lì e io qui. Sedute. Lei stava dritta dritta, seduta come una damina settecentesca, composta e beneducata. Io me ne stavo stortignaccola, piegata su un fianco, scomposta e maleducata, un po’ più maleducata, almeno, di quanto la mia età mi consentisse.

Lei era lì e mi guardava, io, qui, rispondevo allo sguardo e sorridevo, beh, forse dovrei dire che ghignavo. Lei no, ma la assenza di espressione era quanto di peggio si possa desiderare da uno che sta seduto di fronte a te e ti fissa. Poi si è sporta in avanti e ha strizzato gli occhi per mettermi a fuoco, un secondo, ed è subito tornata dritta, spalle rigide, petto in fuori e collo alto. Ha distolto lo sguardo, per un attimo, e poi è tornata a posarlo su di me.

Non era niente male. Ho pensato, forse sarà frigida, avrà problemi a trovare un uomo, degli amici, forse i genitori la prendevano a frustate quando era piccola, forse è stata in un collegio svizzero in cui la punizione corporale era ancora bene accetta come mezzo educativo efficace. Allora ho smesso di ghignare e le ho sorriso, un po’ dolcemente, quasi complice, ma lei ha sbuffato, mi ha minacciata con lo sguardo, “altezzosa e snob, la ragazza” ho pensato. Ma mi ha sorpresa, mi ha fatto un pernacchio, dritto in faccia, non me l’aspettavo. Però poi ha sobbalzato, il rumore della porta che si apriva deve averla spaventata ed è scappata via.

“Che ci troverai mai a startene lì seduta davanti allo specchio a guardarti tutto il santo giorno!?!” ha detto mia madre con tono di rimprovero, entrando in camera.

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