Amore mio, per favore.

Posted on 6 settembre 2011

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Amore mio, per favore.
Sono stato seduto due ore ad ascoltare le tue lamentele. Due ore e 7 anni, per esser precisi.
Fermo a guardarti mutare, ingrassare, dimagrire, ingrassare di nuovo. A vedere i tuoi capelli cambiare sempre più spesso colore per stingersi, infine, sotto l’attacco progressivo di tinture, colpi di sole ed hennè.
Immobile a vederti sfilare con jeans, t-shirts, canottiere, minigonne, gonne lunghe, tailleurs, camicette, scamiciati, gilet, perfino quegli aderenti pantaloni in pelle, tacchi alti, infradito, ballerine, plateau, scarpe da ginnastica, stivali, alti e bassi.
In stato catatonico da innamorato cronico, ti ho vista piangere davanti alla melassa delle commediole romantiche, ridere per battute stupide in film idioti e ti ho propinato, nelle rare volte in cui me l’hai concesso, qualche film dell’orrore solo perché tu ti avvinghiassi a me nel tentativo di esorcizzare la paura.
Abbiamo passeggiato, mangiato gelati, visto mostre, fatto acquisti. Ti ho guardata provare in mille negozi tutto quanto c’è nell’universo mondo di indossabile. Mi sono portato dietro, sempre, la lista della spesa che tu compilavi e io dovevo seguire alla lettera. Ti ho tenuto la mano in ospedali e sale d’attesa. Ti ho vista sfogliare riviste, spulciare libri.
Ho fatto la fila alla posta, hai capito, alla POSTA, per te!
Ma adesso, amore mio, per favore, chiudi la bocca, un secondo, e ascoltami: devi smetterla di rompermi il cazzo almeno quando gioca il Napoli.

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