Nodi.

Posted on 25 novembre 2011

0


E anche se mio mio, nel senso profondo che l’accostamento del possessivo al suo gemello sta a indicare. Mio mio, dicevo, non era stato mai, mi dispiaceva pensare che non lo sarebbe stato neppure in qualche momento indefinito di un tempo futuro, mai più negli anni a venire.
Si fece strada la coscienza tra le pieghe del corpo, giù giù fino allo stomaco, l’unico luogo di me in cui mette radici un reale sentire. E con la coscienza a farla da padrone il resto si incrina: l’illusione, i ghirigori inutili e smielati della fantasia.
Me ne starò per un po’ con lo stomaco in tensione a studiarmi le reazioni che ha il corpo nei confronti della realtà e di questi nodi che vanno formandosi al mio interno, uno accanto all’altro.
Come diceva Sergio alla fine della storia, per adesso, mi godo questo sole.

Annunci