Da Mario.

Posted on 20 marzo 2012

36


Quel troppo tardi era il 2009. Avevo finito l’università da più di un anno e mi apprestavo a diventare ciò che sono ora: uno qualunque.
Mi giostravo tra lavoretti saltuari e part-time di impegno irrisorio: qualche traduzione, opere in muratura, lezioni private e idraulica da due soldi. Riuscivo a stento a pagarmi l’affitto e certi giorni senza accorgermene saltavo qualche pasto, più per distrazione che per reale indigenza.

Già nell’ultimo periodo di stesura della tesi avevo preso l’abitudine di passare per una birretta di metà mattina, che per me era la colazione del risveglio, da Mario. Ricordo che la prima volta che passai davanti a quella sottospecie di bar mi sembrò un posto orribile, sudicio, in cui i poveri derelitti potevano parcheggiare il loro sedere in attesa del nulla e del tempo che passa. Arrivato al terzo paragrafo del secondo capitolo la mia tesi appariva mediocre e il bar meno sudicio e, in fin dei conti, un buon rifugio per quelle pause-studio che si allungavano come le giornate di fine inverno.
A tesi conclusa e seduta di laurea celebrata, Mario era diventato una seconda casa e i derelitti dal culo immobile i miei compagni di sbronze e di vita, per quel poco di vita che fosse.

Annunci
Posted in: M&D