L’angolo ventoso.

Posted on 25 marzo 2012

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L’angolo ventoso agita le gonne e i capelli acconciati delle donne di passaggio.
Si scopre in un soffio tutta la debolezza umana e la compostezza di un’eleganza anelata, faticata, sudata di trucchi e ricerca d’armadio per l’abito più bello. La compostezza, dunque, vacilla dapprima per poi sparire in quel secondo in cui il passo cambia direzione e da diritto si inclina a sinistra.
Quel passo che compiono i piedi sui tacchi, pur sapendo cosa li aspetta nell’intervallo spazio-temporale immediatamente successivo, quel passo che compiono rende le donne fragili.
E lo sai che non appena volterai l’angolo non ci sarà più tempo mite e incedere sicuro ma il vento rapido che ti coglie sempre di sorpresa. Speri sempre che oggi non sia così, che sia nuovo e diverso e la speranza rende l’immaginazione reale.

È per questo che le donne sui tacchi in gonne che frusciano, per belle e sicure e in equilibrio perfetto che appaiano, si spezzano nell’istante in cui, voltando l’angolo, si accorgono che la realtà batte sempre l’immaginazione: non c’e prontezza che tenga contro il vento che improvviso ti coglie, improvviso sempre anche quando sai che, come ogni giorno, arriva.

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