Prove tecniche di sopravvivenza.

Posted on 2 giugno 2012

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Te ne sei rimasta lì ferma, a metà tra sole e ombra, sperando che la colonna di alluminio su cui ti eri appoggiata avrebbe alleviato il calore asfissiante di questa giornata bochornosa. Povera illusa: la dimostrazione che tanti anni di studio non son serviti proprio a nulla e infatti non ricordi che i materiali conduttori sono conduttori sempre.
Sembri incollata lì, succube dell’ombra che avanza facendo retrocedere il sole. Forse qualcosa di buono la tiriamo fuori dall’idea idiota di trovare un metallo freddo in un clima di 35 gradi.

Ma respira senza dimenticartene mai che, sembra una cosa cretina, te ne dimentichi spesso. Inala quest’aria densa e diventa metallo conduttore anche tu, in questo pomeriggio immobile di aria immobile spandi intorno a te questi 35 gradi come i panni stesi ad asciugare un paio di piani sopra la tua testa, appena stesi, freschi di lavatrice, lavaggio a freddo ché pare d’improvviso l’aria si sia fatta un po’ meno densa, un po’ più fresca. Stupida: pensi davvero che siano stati i panni? Guarda in alto: sono quelle nuvole grige di tormenta a rinfrescare l’aria e il vento che ha iniziato a soffiare da 7 secondi buoni, che ti scompiglia i capelli e, speriamo, le idee. La signora che ha steso i panni ha fatto una fatica inutile e sarà costretta a ripeterla in senso contrario raddoppiando, inevitabilmente, il suo tempo sprecato.

Rincoglionita: non vedi che piove? Se non ti ripari tra un po’ ti bagni.

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