Via.

Posted on 6 giugno 2012

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Camminando per le strade della città mi accorgo che non ci sei. L’idea di girare, di poterti incontrare, dava a tutto un altro peso, un’importanza diversa. Adesso so che non ti incontrerò, che non ci saranno scontri casuali, che non ci saranno sorrisi e saluti sbracciati dalla distanza. Cammino per la città e spero di voltare l’angolo e trovare te seduta a un tavolino che sorseggi un caffè, che sfogli un giornale, che parli con un amico. Invece la città mi appare così vuota adesso che non ci sei, così inutile è diventato camminare per le strade, così privo di senso buttare la spazzatura e fare il giro largo con la speranza di vederti scendere le scale e sbucare fuori dal portone.
Mi sono costruito un giardino in terrazzo per vedere i petali crescere e i fiori sbocciare, l’ho cresciuto soltanto per avere qualcosa da mostrarti nel caso fossi venuta su da me: detesto le piante ma anch’esse acquisiscono un senso se le cresci per qualcuno che non sei tu.
Poi ho anche fatto la spesa: ho riempito il frigo di cose che non mangio, ho comprato vino bianco e rosso anche se io bevo solo il rosso, nel caso in cui a te piacesse il bianco, ho rifornito la casa di birra anche se non la bevo, nel caso in cui non ti andasse il vino, ho comprato refrescos, frutti secchi, dolci. E adesso non so davvero cosa farne di tutta questa roba, adesso che so che la città è vuota, adesso che so che è inutile vagare perché non ci sei tu che cammini, ovunque fosse, per le stesse mie strade.
Ci si sente soffocare di solitudine al solo pensarci, al solo realizzare che sei davvero andata via.

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