I racconti di Madame.

Posted on 7 giugno 2012

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“Mi son messa su un vestito di luce e sono andata in giro a vedere che si prova togliendosi il nero di dosso. Sono scesa tra la gente anche se il vento spirava troppo forte contro le mie ossa fragili, sono scesa anche se il cielo era nuvoloso e l’aria aveva smesso di essere invitante e saporita com’era stata negli ultimi giorni.
Mi son messa indosso un sorriso e gli occhiali scuri, anche se non ce n’era bisogno.
Le chiamo prove di adattamento, le chiamo prove di tenuta: queste discese senza meta sono i miei personalissimi crash-test e devo ammettere che hanno un buon esito sempre più spesso.
Mi son vestita di luce, sorriso e occhiali scuri e poi ho infilato le solite scarpe: non ho potuto rinunciare ai miei anfibi, ci ho provato, ma mi servono per isolarmi dal terreno e, contemporaneamente, tenermi salda ad esso”.

“Non guardarmi così, non contare i miei nei, finiresti col non poter finire mai: aumentano costantemente, ogni giorno ne trovo uno nuovo, uno diverso, uno che non ricordavo. Dicono che chi ha più di cento nei campa per più di cento anni. Quando me lo han detto per curiosità ho iniziato a contare i miei: 64 nei solo sul braccio sinistro, dal gomito in giù. Credo di essere sotto scacco di una vita troppo lunga.
L’altro giorno mi son trovata a pensare che forse ogni neo nuovo che mi spunta corrisponde a un errore, a un peccato, a una mia brutta azione, non so se è vero ma mi son ripromessa di starci attenta, così ieri, mentre tornavo a casa, ho fatto chiudere in fretta l’ascensore senza aspettare la vicina di due piani più sotto, costringendola ad attendere l’altro ascensore. Chiuse le porte, mi sono ispezionata il corpo nello specchio, un po’ per verificare la mia teoria, un po’ per distrarmi dalla claustrofobia: mi son trovata un neo nuovo sul braccio.
Mi sa che avevo ragione: devo esser proprio una brutta persona!”

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Posted in: M&D