Non-poesia di lingue e vita.

Posted on 24 giugno 2012

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Attendi e stai.

Non spira forte l’aria,
non si muove nulla,
il mondo è tutto in punizione.
Gli spagnoli lo chiamano “bochorno”,
i napoletani “bafuogno”,
io lo chiamo bochorno a Napoli
e bafuogno in Spagna:
son sempre stata spirito di contraddizione.
A Napoli però è meno immobile che in Spagna,
forse a me sembra così
perché Napoli c’ha il mare
che è in perpetuo movimento;
nella Spagna dove vivo
il mare non bagna e,
a conti fatti, anche se da quel lato spira
costante un vento di bufera,
sembra sempre un tempo mite
perché non c’è mare ad agitarlo.
Gli spagnoli sanno se vieni dal mare
non appena pronunci la parola:
il mare laggiù è donna
per chi l’ha sempre avuto addosso;
diventa uomo, invece,
per chi lo tiene come estraneo
o straniero di passaggio.
La semantica è un mistero
che ha a che fare con l’idea
che l’essere ha delle passioni.

A Napoli aspettare vien facile e naturale:
attendi e stai che prima o poi
passa l’onda e ti porta dove vuole
perché qui il mare è donna e,
anche se ti agiti a morire,
la decisione spetta a lei.

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Posted in: Non prosa