Io, corro.

Posted on 26 giugno 2012

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C’è chi si dispera, chi smette di mangiare, chi si ingozza, chi pianifica i cento modi più efficaci per togliersi la vita e chi li mette in atto, c’è chi si droga, chi parte, chi resta, chi beve, chi ammazza qualcun altro invece che se stesso, chi ammazza qualcun altro e poi se stesso, chi lavora come un matto, chi rinuncia a tutto, chi si taglia, chi si sbaglia, ma questo quasi tutti.
Io sono stata tutto, un po’ di tutto, quasi tutto.
Ma non ha funzionato, forse si, forse a tratti: ci sono stati momenti dell’esistenza in cui è andata bene una modalità, poi un’altra, poi un paio insieme e poi nessuna. Adesso è un po’ che faccio una cosa nuova che forse è legata a questo momento preciso della vita ma spero di no, spero che duri, che funzioni un po’ più a lungo.
Adesso corro.
Nessuno ci crede, per inteso, che io lo faccia davvero, io che davvero non ho fatto mai niente nel senso di esercizio fisico costante, io che sono una fiacca, una pigra, un’imbranata. Però è vero e lo noto nelle gambe che si sono modellate e rinforzate, nei muscoli più presenti, nei polmoni che s’allargano, nel benessere sereno.
Ecco, si, io prendo e corro se è stata una brutta giornata, per esorcizzare un male, se ho avuto una brutta notizia o anche solo per educazione al movimento, per mettere in pratica questa fissazione che ho da sempre della pratica costante di una qualunque disciplina.
Poi se non corro che non posso mi invento un altro modo per buttare fuori tutto, che ho scoperto che spesso è meglio fuori che dentro e infatti mi noto anche più schietta, più aperta, più reale.
Non so quanto durerà, per adesso son molti mesi, il calore mi sconfigge un po’ e Napoli m’aiuta poco, però Burgos m’aiuta di più. Qundi, questo, volevo solo dire che è un buon modo, una cosa che mi piace, una cosa nuova che ho scoperto che mi piace, per esser più precisi.
Ecco tutto.

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