Troppo caldo per mettere insieme parole coerenti.

Posted on 1 luglio 2012

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Ci sono gesti e abitudini duri a morire.
Una certa tendenza a riaggiustarsi agli ambienti, alle persone, alle situazioni e alle chiacchiere anche dopo tanto tempo. Poi invece ci sono parti dell’essere che vanno via, che si riadattano ai cambiamenti di vita spazio-temporali.
C’è chi si specchia costante nello sguardo degli altri e chi allontana gli specchi di qualunque genere solo per non concedere nessuno spazio a se stesso, alla propria immagine.
Sollevarsi e guardarsi dall’alto non guasta. Non è male abbracciarsi ogni tanto, vero?
Anche con questo caldo…
Agitarsi a morire non è più tempo. Adesso è tempo di fermarsi e piantare, coltivare con la pazienza del contadino quel pezzetto di terra che è l’io e la parte della terra che esso occupa. Innaffiare, concimare, strappar via le erbacce. Verrà il giorno del raccolto se il sole o il gelo non verranno ad assassinare il lavoro.
Va bene, comunque, va bene. C’è serenità nell’aria, nei gesti e negli spostamenti. C’è serenità negli incontri e negli sbagli.
Speriamo che il clima sia clemente.

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