Lei.

Posted on 24 luglio 2012

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In tutto quello che faccio, in ogni mio gesto, giudizio, commento, in tutto c’è lei.

Ne parlo poco perché è proprio tutta la mia vita, ecco, e come si fa a raccontarla? Per capirci, è proprio l’unico motivo per cui non mi toglierei la vita: non sopporterebbe il dolore. Spero sempre di andarmene nell’istante in cui se ne andrà lei: non sopporterei il dolore.
Passano una commedia d’amore in televisione: una zuppetta che vedrei con lei.
Passano un film in bianco e nero in televisione: un film ro’ ddujie che vedrei con lei.
I piatti nello scolapiatti sono ordinati come li ordina lei, l’ordine metodico con il quale eseguo le faccende di casa è il suo, le ricette che cucino, la piega alle lenzuola, come stendo i panni, come ogni tanto ballo da sola quando non c’è nessuno in casa: c’è lei in tutti i miei gesti e così anche nei libri che leggo, nel modo di conoscere la gente, nella risata fragorosa, nello snobare tutto e tutti ché, forse la maggioranza non se ne accorge, ma lei è molto più snob di me solo che è più fina, per intenderci, e lo dà meno a vedere. Tutta la mia infanzia sono ricordi dei giochi che facevamo, della sua faccia da psicopatico, di come mi ha sempre, ancora oggi, presa per il culo giusto il tempo di farsi una sghignazzata piena.

Ieri ho aperto il primo dei quattro pacchi di Kimbo che mi son portata dietro in questo ennesimo viaggio e stamattina il latte e caffé sapeva di lei, di mia mamma.

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