Niente più gare.

Posted on 6 agosto 2012

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Dunque, ti hanno detto che c’era un tempo e un luogo.

Ti hanno detto che era tardi, che il biglietto era scaduto, che ormai anche il tuo posto, l’avevano ceduto.
Dicevano, eri giusta, ce la potresti fare, dicevano che avevi molte cose da dire.
Che hai fatto? Hai perso tempo? Non hai controllato bene l’orario, le regole del gioco, le attese e le distanze dovevi misurarle: calcolare la lunghezza col passo del tuo piede.

Adesso corri, sola e senza fretta. Hai smesso d’inseguire quel qualunquecosafosse.
Corri veloce e fiera, solo per te stessa.

Eppure, ogni tanto, quando di fiato non ne hai più, ti fermi ad inalare ossigeno con calma e allora, pensi, un secondo, quanto basta, al treno che hai perduto, alla stazione che hai ignorato e un po’ te ne rammarichi e odi quel tuo essere pigra giusto alla fine della corsa.
Ti arrabbi e non lo sai che il treno, quello perso, non c’è stato mai perché non può esserci treno se non l’hai costruito. O forse l’hai capito e infatti ti rialzi, riprendi bene il ritmo, misuri giusti i passi e io vedo che, nella distanza del tempo che è trascorso, ancora non sei stanca e mandi affanculo il resto.

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