Tempo.

Posted on 22 agosto 2012

29


Il tempo scorre così piano fino ad un certo punto.

C’è quella cosa lì dell’impazienza, dell’attesa, del cambiamento e allora un film al cinema, uno spettacolo a teatro, una lezione di Letteratura spagnola appaiono infinite: le lancette sembrano retrocedere e il quadrante dilatarsi in modo da dilatare i secondi che passano anche se non li senti camminare.

Poi ad un certo punto l’impazienza ti abbandona e ti sollevi in senso d’animo risorto e di sollievo, l’attesa smette di essere il ritmo della vita e allora, eccola lì: la Vita. Di passi veloci, gesti quotidiani, obblighi, bollette, liste della spesa, appuntamenti, birre, viaggi, nipoti che crescono e che iniziano a occupare l’anticamera del vivere, genitori che imbiancano, gente che si ammala e che va via.
Non so se era questo che attendevo eppure, sì, lo vivo. Non so se era questo o chissà che mi aspettavo.
Vedo che intorno a me la gente si sposa e fa figli.
Mi sa che attendo ancora.

Adesso sto seduta al teatro e al cinema, mi godo lo spettacolo, la mano che mi stringe, mi godo il respirare e il ritmo del sangue che pompa senza fretta. Penso che forse è vero che il momento in cui aspetti è bello perché è potenziale, è futuribile: è il tempo in cui l’impossibile ancora non è tale, è il tempo della speranza e del sogno irrealizzato, è il tempo in cui desideri e credi che sarai ciò che non sei mai stato.

Poi d’un tratto c’è la vita che forse ha degli slanci di pazienza e di ragione, profondi e maturati, meno immediati e cambianti. E visto che l’ho attesa per tutto questo tempo, adesso me la godo e son triste perché vedo che ogni anno passa più in fretta del precedente e questa lunga estate è volata in un momento.
A volte mi dispiace di non averci fatto caso e quindi scrivo pagine che inchiodino i minuti dell’attesa e della vita, delle cose che ci sono.

Annunci