Modelli.

Posted on 29 agosto 2012

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Ogni volta che sono per strada, in transito da un punto all’altro, in attesa di un appuntamento che arranca nella puntualità, in corsa di gambe e polmoni, ogni volta c’è, me ne accorgo nel tempo, un evento che richiama lo sguardo e il pensiero e che mi commuove per sorpresa e meraviglia.
Eppure non è così raro.
Ogni volta che cammino e incrocio una coppia già in là negli anni, con rughe e capelli bianchi da cornice, che cammina affiancata tenendosi per mano, ecco, io, ogni volta, la guardo.
Come si guardano gli eventi insoliti: le donne e gli uomini belli in modo inaspettato, un bambino che insegue con lo sguardo la traccia dei tuoi passi, una luce bella come quella di Lisbona.

Mi domando quanta bravura e costanza ci vogliono, quanta forza e volontà, quanto amore di vita non solo di corpi che si attraggono e di seduzione e fascino, quanto amore di liti, di case, di pavimenti da pulire e piatti da lavare e bocche da sfamare e mutui, negli anni, giogo familiare.

Mi domando e li ammiro, poi ci penso e capisco perché dedico a quelle due mani intrecciate il mio sguardo e le riflessioni: mi ricordo che ancora dopo 11 anni di fidanzamento e 31 di matrimonio, mia mamma e mio padre, quando passeggiano, spesso si tengono ancora per mano e di notte, prima di abbandonare le palpebre al sonno, si scambiano tre baci veloci, quelli che si dicono “a timbro”, ed è quello il rumore che sigilla il giorno e gli anni di fatica indispensabile a mantenere le mani intrecciate.

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