Segreti e cassetti.

Posted on 8 ottobre 2012

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Madame se ne sta seduta, accasciata, sulla sedia. Davanti ai suoi occhi, sparse sul pavimento, decine e decine di flanconcini, scatoli, strisce di medicinali: spettinati come i capelli appena sollevati dal cuscino. Se li conta e mentalmente ripassa la propria giornata nel suo trascorrere di pillole e sorsi d’acqua: paracetamolo, analgesici, psicofarmaci, calmanti, sonniferi, sedativi blandi…
I minuti scandiscono il proprio incedere inarrestabile e a ciascuno di essi corrisponde una compressa, un’iniezione e la sua dose. Tossicodipendenza, non proprio. Ci si avvicina però.

Sento dolore: Toradol, immediato sollievo.

-A che ti serviranno mai tutte queste medicine?-
-A tenere lontano il dolore.-
-Il dolore fisico?-
-Quello mentale se ne resta appiccicato come la giovinezza alla vita.-

Mi ha preso una rabbia incontrollabile a guardarle il viso e ho iniziato, per questo, a scaraventare per terra tutto ciò che avevo a portata di mano. Le ho rivoltato al suolo i cassetti della biancheria, le sciarpe, i fazzoletti. Poi sono passato all’armadio e ho tirato giù dalle aste tutte le grucce vestite di abiti, camicette, giacche, gonne, pantaloni. Poi sono arrivato all’ultima anta con la cassettiera laterale: lettere e collane nei primi due cassetti; medicinali ammucchiati negli ultimi tre, mischiati ma con un loro evidentissimo ordine dipendente dalle modalità di assunzione.
Mi sono fermato. Lei è rimasta accasciata e in silenzio.

-Tutti mischiati a terra sembrano molti di più. Questa moltitudine mi fa sentire sollevata.-
-Non capisco.-
-Cosa vuoi capire tu che sei l’opposto: il masochismo ti si addice di più, Davide.-

Si inginocchiò e cominciò a raccogliere i pezzetti di sè che avevo sparso al suolo.
Io me ne andai piangendo di dolore e, insieme, nel profondo, piacere: ai masochisti non sai mai come far del male quando vuoi, nell’intimo, punirli. È per questo che sopravvivono sempre alle catastrofi.

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Posted in: M&D