Rivelazioni.

Posted on 17 ottobre 2012

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Stai lì in ginocchio, con le braccia tese, sporte in avanti sul pavimento e raccogli, ci provi, insieme a tutte quelle pillole colorate, i pezzetti della tua esistenza.
Infanzia, adolescenza, giovinezza, maturità, vecchiaia e sfiorire al declino.
Raccogli a bracciate, a mani piene e tutto si rimescola, tutto alla rinfusa unito nel tuo ennesimo abbraccio disperato.
Io non ci sono più. Chissà se ci sono mai stato…
Ti guardo dall’alto e fisso nello sguardo questa immagine di te che, a pensarci bene, da sempre mi sembri ripiegata, china su qualcosa, su te stessa.
Che male ti ha fatto la vita per decidere di ignorarla in questo modo? Ma non appena metto insieme nella mia testa i pezzi di questo pensiero, ti volti di scatto, con le braccia ancora scialuppa di salvataggio per le tue reliquie, e mi fissi di rimprovero, come avessi sentito pronunciare le sillabe pensate.

-Cosa pensi di saperne, tu? Non ne sa niente nessuno, a parte lui. La vita è piena ed è vita veramente solo se te ne conservi i preziosi tesori nel petto. Non ti ho mai detto nulla e quindi, caro salvatore presuntuoso e mai interpellato, dovresti avere l’umiltà e la decenza di fare, tutti, i passi indietro in questo invisibile cammino che ti ha condotto fino a me. Salvare chi? Da cosa? Perché non pensi a salvare un po’ te stesso?
Vattene via e lasciami in pace!-

Il rosso delle mie guance non sostiene la fiamma dei tuoi occhi ed è per questo che si fa strada lungo i corridoi alla ricerca dell’ingresso che sia, per me, uscita d’emergenza.

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Posted in: M&D