Avevo solo voglia di scrivere.

Posted on 23 ottobre 2012

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Ci sono canzoni che ascolto spesso, che metto su quando ho voglia di risvegliare quella me che esiste solo battente, scrivente, nullatenente.

Ci sono giusto due o tre voci, nella mia vita, che uso e mi servono a questo scopo.
[adesso, per dire, non lo faccio esplicito il nome, ma c’è una voce che è praticamente da sempre nella mia vita che canta, in solitaria, solissima solitudine, una canzone di anime sfrante, affrante]

Ci sono canzoni che fanno bene per quanto fanno male. Ci sono volti che tornano con esse, momenti, risate, cose perse, cose custodite preziose in fondo al petto.

Ci sono canzoni che sono gemme incastonate nella pelle e nelle ossa e note che potrebbero ripetersi all’infinito lungo i tendini e le tubature che mi tengono viva, in piedi, respirante e pensante.

Ci sono versi che vorrei esser poeta per aver imparato a scrivere, suoni che vorrei esser strumento per esser capace di suonare, passi per ballare, occhi per leggere, mano per agguantare.

Ci sono volti che non rivedrò più.

Ci sono giorni che ho perso chissà dove e volontà nuove e speranze sprecate e talento disperatamente anelato, mai visto, mai arrivato, mai sperimentato.

Ci sono sere in cui scrivere non serve proprio a niente. Mi mancano storie da inanellare.
C’è un paniere che lascio calato all’ultimo piano del mio corpo, sperando di raccogliere le reliquie abbandonate del talento di un passante disattento.
La disattenzione salva la vita aliena, è da tenere a mente.

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