Scrittore.

Posted on 30 ottobre 2012

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Pagine e libri incolonnati.

Lettere, inchiostro, penne scariche e fogli sparsi.

Destinatari eletti, speciali, particolari e pensati, sempre.

Ché, si sa, lo scrittore mente.
Per sua natura sfoggia una faccia diversa da quella che indossa la mano che, muove e si muove lungo i confini dell’unico universo reale, tangibile, costruibile, decostruibile, distruttibile, eppure infallibile.

Lo scrittore si volta spesso a rimirarsi la strada percorsa: sfoglia le pagine, una dietro l’altra, in sensi opposti e contrari alla nascita. Sfoglia la vita nei suoi petali marci, andati a male, profumati di assenza e dissolvenza di aroma.

Lo scrittore non si pente, mai, anche quando vorrebbe davvero con tutto se stesso, di ciò che ha visto, provato, sentito, tramutato in vita attraverso la punta che scorre e dipinge, con linee scomposte, il bianco del mondo.

Lo scrittore, davvero, non sa di essere tale e ci gode a star male a trovare quell’attimo di profonda follia in cui le dita si muovono, lungo la via, senza bisogno di leggere o avere una vita diversa, corretta e riletta perché, come quella di morte e dolore, anche quest’altra, di carta e d’amore, no lascia mai spazio all’inversione di tempo per la revisione.

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