Novità di tempo che passa.

Posted on 11 novembre 2012

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Io mi metto spesso le mani nei capelli e non in senso figurato di quelli che “mamma mia mi fai mettere le mani nei capelli”, no, no, proprio in senso letterale.

A volte imito un gesto che è di una persona nanica che ha condiviso la sua vita con la mia, afferrando una ciocca dal lato, o dall’alto: inserisco l’indice della mano destra, imprigiono un gruppetto di capelli e me li alliscio, poi li libero, poi li prendo di nuovo.
Altre volte, tipo da un po’ che ho i capelli così, dopo anni e adolescenze passate che non eran più così, metto il palmo aperto dietro la nuca, in basso, in quel confine di unione di testa e collo, e mi accarezzo la frangia rasata che mi sembra un segreto solo mio, ché nessuno può vederlo dall’esterno, e me l’accarezzo, coccolandomi indirettamente quella me che sopravvive agli anni e al tempo e ai sogni che passano e mutano.
E poi, altre volte ancora diverse, infilo entrambe le mani all’altezza delle tempie nella chioma castana e faccio scorrere i miei capelli non troppo lunghi tra le dita.
Solo che qualche settimana fa è successa una cosa: infilando la mano sinistra, sotto le dita, sotto l’ indice e il medio, ho avvertito un tatto nuovo, scioccante data la consuetudine del gesto. Non toccavo solo capelli lisci e sottili, come quelli che ho da sempre, c’era qualcosa di nuovo: una spina.

Pensavo fosse un capello caduto e in ricrescita più forte degli altri. Me lo sono toccato per giorni, poi una notte l’ho fatta vedere all’iberico quella punta di freccia che mi si era conficcata in testa. Lui mi ha detto qualcosa che davvero non mi aspettavo.

Il mio primo capello bianco!

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