Ragazzina.

Posted on 15 novembre 2012

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Ti guardo mentre ti muovi nel mondo, ti guardo mentre parli con la gente e ti racconti e mentre spieghi le tue ragioni, sempre profondamente giuste e oneste.

Guardo come gesticolano le tue mani a ritmo con le parole e i pensieri; guardo i tuoi fianchi stranamente formosi rispetto al torace e al petto, guardo quel tuo modo di vestire sempre un po’ svagato, fintamente trasandato.
Guardo l’incertezza con cui compi passi verso la gente, l’imbarazzo nel narrare ciò che sei.
Guardo tutte le espressioni del tuo volto e le luci che lo addobbano ogni volta che incontri uno sguardo nuovo e bello, ogni volta che ritrovi un amico, un amore.
Guardo l’imbarazzo crescente che provi nei confronti di qualcuno che ha appena detto una boiata, l’ira che ti monta alle guance al sentir avallare un’ingiustizia, l’emozione nello sfogliare un libro nuovo, nel leggere una bella frase, nello scoprire affinità con gente amica.

Ti ho guardata crescere negli anni e con te sono cresciuta, cambiata, evoluta.
Ti guardo sempre, ogni giorno, e mi stupisco che nei tuoi ormai venti e passa anni tu non abbia ancora il coraggio di sentirti, fatta e finita, donna ma, ti senta, a scapito e disprezzo di te stessa, anacronisticamente ragazzina.

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