C’era una volta.

Posted on 18 novembre 2012

20


Una volta c’era. C’era una volta quel che chiamano immagine.

Una volta c’era il c’era una volta e per sempre, il vissero, per sempre, tutti felici e contenti.
Dove vivo io, vai a sapere te perché, dicono che chi vive felice deve mangiare pernici.
Io qui mi pare che capisco sempre un po’ meno, mi pare che la lingua mi confonde.

Una volta c’erano le botte e le mazzate, c’era il dialetto dell’anima che sgorgava fuori indolore e naturale, privo di sforzi. Una volta c’era un letto singolo basso, adesso ce n’è uno matrimoniale ad altezza normale e, con esso, due comodini, due, che io, di comodini, non ne ho avuti mai, nessuno per tutti i letti in cui ho vissuto, mai, fino ad ora.

Prima c’era il C’era una volta il Napoli, il Napoli che se esci, perché hai un appuntamento alle 22,00, e lasci lì il Napoli che vince 2 a 1 contro il Milan bastardo e infame, poi quando torni ti intristisci e vedi che è finita un po’ così e che allora forse, ti dici, perché il tuo sangue, sebbene tu lo ignori, è superstizioso, ti dici che dovevi restartene a guardare il secondo tempo e tenerti addosso la maglia, con nome e numero che non fanno più parte della formazione ma fanno parte del cuore.

Prima c’era il C’era una volta, adesso, per fortuna, c’è il Ci sarà. Ci sarà, tutto futuro, adesso ha un volto e un nome che più futuribile e in potenza non esiste.

C’era una volta G. e quel che vorrà diventare.

Annunci