Quando torni, se torni.

Posted on 28 novembre 2012

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-Quando torno, giochiamo.-

Ti sei alzata dal tavolo con il boccale in mano, in piedi ti sei scolata d’un soffio le tracce di birra che ancora ti tenevano all’interno del bar e poi, voltandoti già, già fuori e lontana, hai posato il boccale sul tavolo con la mano destra mentre la sinistra afferrava cappotto e sciarpa dallo schienale della sedia che avevi, nell’alzarti e bere e voltarti, allontanato dal tavolo con le tue gambe, anfibi di terra urbana.

– “Quando torno, giochiamo” è una promessa!-
-Non darmi responsabilità che non voglio e non posso sostenere. Quando mai ti ho mentito?-
-Quando mai mi hai illuso…-
-Prepara il mazzo e le fiches e ordinami un’altra birra, che se faccio tardi sarà solo colpa mia e dovrò berla calda e di schiuma invecchiata.-

Ti volti ed esci senza salutarmi ed allora sono io che mi alzo di scatto, corro verso il vetro e mi ci incollo con bocca e naso mischiando, implorante, le carte francesi.
Mario ride, poi mi rimprovera: -Il vetro, ragazzino.-
Allora mi stacco ma soltanto perché il tuo cappotto, gli anfibi, le tue mani di ghiaccio, hanno girato l’angolo e non sei più della mia vista.

Mi sembra di stare qui ad aspettarti da sempre e sei appena uscita.
Mi sembra che questo di averti incontrata è un castigo di Inferno in terra.
Mi sembra che a perdermi i minuti di te e la tua bocca e quei nei che si tengono compagnia sulle tue guance, mi perdo anche la vita che scorre, lenta e costante, via dalle mie vene, giù lungo le braccia e svolta quell’angolo incollata a te.

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Posted in: M&D