Di freddo e neve.

Posted on 13 dicembre 2012

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Fa davvero così freddo?
Mi ripeto la domanda più volte al giorno perché, davvero, mi sembra irreale il freddo che fa. Eppure, insomma, non è il mio primo inverno qui, non è la prima volta di gelo.

Per esempio ricordo bene quella sensazione di prossima ibernazione sulla prima delle ultime tre seggiovie che ci riportavano verso l’albergo sani e salvi, dopo le cunette e i lastroni di ghiaccio, dopo le corse che “Stavolta ci lasciano sulla montagna” “Ma no, ci restano addirittura dei secondi prima che chiudano la seggiovia che si trova a 10 km da noi, abbiamo tutto il tempo di prenderci un ultimo bombardino”. Il freddo su quella maledetta sedia volante, prima che arrivassero i tempi moderni e, con essi, i sedili in pelle cuscinati che potresti dormirci e, poi, la grandissima invenzione: la COPERTURA!
Dio benedica la copertura sulla Triplex! Semmai dovessi procreare, quando porterò i miei figli a sciare racconterò loro di come era dura senza copertura, mica, eh, sta gioventù moderna e tutti i comfort. Ricordo le mani di papà che cercavano di riportare in vita le mie, lo sbattere dei polpastrelli l’uno contro l’altro e la sensazione che fossero diventati dei piccoli ghiaccioli. Ricordo una volta di essermi fermata in mezzo ad una bufera di neve, ero piccola, convinta che fossero tutti avanti a me, di essere ultima e sola.
Ricordo il vento e la neve che ci schiaffeggiavano la faccia con violenza di spilli.
Il vento in Valle d’Aosta che ci teneva con il culo attaccato alla seggiovia e non ci faceva andare avanti. La nebbia che nascondeva il mondo.

Insomma, per dire che non sono una novella dei freddi freddissimi.
Eppure in questi giorni, qui, sembra davvero non si possa vivere con questo freddo.

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