Dritto e rovescio.

Posted on 16 dicembre 2012

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Ogni tanto me ne esco da me stessa
e faccio due passi in giro.

Poi mi volto per vedere
come sono dall’esterno e
spesso noto, con disgusto,
che non mi ci riconosco
in quell’immagine un po’ curva,
in quei capelli scombinati,
nella posa e nel parlare
che davvero io, nel dentro,
son diversa e tutto il resto,
tutto questo chiacchierare,
rivedere, reimpostare,
tutto è finto e poverello.

Io da dentro sono alta
un metro e ottanta e peso
poco, ho le spalle belle dritte,
i capelli apparecchiati,
le parole parche e giuste,
atte solo a misurare il mio
sentire:
sconfinato e profondissimo
abisso dentro al petto.

Io all’interno ingabbio il cosmo
di parole belle e vere.
E mi ricompongo l’anima
in un costante sanguinare
di infiniti desideri
che sgorgano imprecisi
da ferite profonde e in sopravanzo
che, se non mi attacco per benino,
va a finire che un giorno
me ne muoio dissanguata.

Dall’esterno, a ben vedere,
oltre a schifo ed insolenza,
non si vede proprio niente.

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Posted in: Non prosa