Resti.

Posted on 10 gennaio 2013

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Quello che resta sono questi fili che mi tengono teso e diritto. Poi le tue mani, distese lunghe sulle ginocchia, la schiena curva, sempre un po’ troppo, e le parole che non ti ho detto.

Quello che resta non è poi molto: lontana ci sei tu, nella nebbia di tempi e di nuvole vere o immaginate, non mi interessa. Quello che resta sono io che tendo le mani con poca voglia di poca speranza.

Cosa resta di me? Qualche quaderno stipato chissà dove, in altre case, altri Paesi. Qualche piano messo a punto per salvaguardare la vita che poi, cosa sarà mai tanto affanno?

Mi ero ripromesso di compiere bei giri di strutture fonetiche e letterate con cornici invisibili ed eterne…mi sembra, invece, sai, di allontanarmene.

Forse la questione è che finiamo inevitabilmente per tradire quell’idea romantica di vita e solitudine che avevamo costruito negli anni primi e, forse, unicamente veri.

La vita, e l’ho già detto, è prima di tutto cagna e puttana ma io, lo vedo, imparo a sopravviverle e a raggirarla, adeguandomi a tutto cercando, come in questi battiti di dita, non di cuore, di mantenermi vero e onesto, almeno per me stesso.

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