27.

Posted on 30 gennaio 2013

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Ok, 27…e sto giro non mi metto a correre.
Mi vesto e scendo in strada a farmi un regalo in buona compagnia. Poi preparo il pranzo e mangio un pezzo della torta su cui erano state messe ieri le candeline. Poi vado a fare i miei lavori, e il plurale non è un vezzo stilistico, malpagati o, peggio, per nulla pagati ma, che diavolo…son sempre i miei lavori e mi tengono viva e attiva e utile e, spesso, felice di risate con lacrime agli occhi.
Ho deciso che sti 27 saranno belli e l’ho deciso appena compiuti quindi adesso non possono tradirmi.

Tutto questo per tranquillizzare tutti coloro che mi rimproverano che la tristezza non va bene, soprattutto una persona che non sa il bene che mi fa con tutte le sue premure ed attenzioni e affetto (e sì, Elena, proprio tu).

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