Lettera a G.

Posted on 8 febbraio 2013

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Ti penso molto, sempre, costantemente. Spesso ti sogno e ti sogno triste e arrabbiato con me. In realtà sono io che mi trasformo in te e mi trasformo, triste e rabbiosa per queste mie partenze, per il mio essere lontana, per il mio non esserci e perderti.
Ti penso tanto da entrare sempre più spesso nella stanza in cui ho appeso molteplici copie di te, dei tuoi sorrisi, delle tue crescite. Mi concedo del tempo per guardarti.
Ti penso come cosa che mi trascina indietro, come cosa che vorrei portare avanti con me. Ti penso come unica vera perdita.

Poi, per fortuna, ti penso come gioia, come futuro e potenza mia. Come divenire, migliorare.
Ti penso come una seconda chance che la vita mi dà per fare le cose bene, con più tempo e ragionevolezza.
Sì, ti penso come possibilità. Ti penso come voglia di cambiare il mondo e dare a te ancora più possibilità e conoscenza di quelle che io ho avuto, e son già state tante.

Ti penso, cucciolo che cresci. E mi manchi, tutti i giorni, così come mi accompagni, in ogni cosa e minuto di tempo in terra straniera e estranea.

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