“Pace non trovo”.

Posted on 3 marzo 2013

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Ti saresti dovuto attrezzare alla vita.

Non è facile, quasi mai, per questo motivo c’è bisogno di allenamento e costanza, di calli sulle mani, sullo stomaco e il cuore.
Avresti dovuto prepararti alla lunga battaglia degli esseri inquieti e cercare di opporre, all’obbligo di retrocessione, uno slancio di forza, o almeno di petto e pensieri, se i muscoli non ti sostengono.
Forse avrei dovuto avvisarti per tempo, raccontarti che a scoprire il marcio e lo schifo, e parlo di dentro, poco di fuori, ecco, a scoprirlo, l’essere avvezzi al fallimento, alla fine, purtroppo, c’è sempre tempo.
Avresti dovuto equipaggiarti con scudi, con caschi e sciami di illusioni armate. Forgiarti una corazza di piani sempre nuovi, vie d’uscita, scorciatoie. Foderarti la carne con cuoio e bastoni in modo da avere, quando necessario, appigli a rialzarti e riparo a rifugiarti.
L’allenamento, comunque, non è mai sufficiente e quindi, consolati.
Che anch’io e le mie veterane armi di lotta, tutte le mie cicatrici autoinflitte ed odiate, l’esperienza che poi di paura si traveste al mio fianco, io davvero, ti giuro, non so quali speranze ho dopotutto di resistere e sopravvivere al certissimo prossimo schianto.

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