“Ma non una parola uscì dalla mia bocca”.

Posted on 10 marzo 2013

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Corri, ragazzo. Corri.
Non temere le buche, i piedi scalzi, le caviglie deboli. Cerca di allontanare la mente dall’idea delle cadute, cerca di distrarti. Guarda altro, guarda oltre.

Corri, ragazzo e non fermarti, forse adesso ti sembra di non avere più molto fiato disponibile, tra polmoni, vene, naso e bocca. Non curarti dell’ossigeno, lo sai che non è vero. L’ossigeno è un’illusione dell’uomo: se ne può fare a meno, almeno per qualche minuto.

Non affannare, ragazzo, stai ragionando troppo. Se smetti l’abitudine in tutto questo pensare, vedrai che il corpo reagirà da solo: una macchina che inspira ed espira a seconda delle necessità.
Quel che ci fotte è la testa. Quel che ci fotte è questa cosa qui, che io già t’ho raccontato, liquida e brillante. C’è chi la chiama anima.

Non preoccuparti, ragazzo. L’importante è non fermarsi, che, lo sai, lo dice pure il detto, chi si ferma è perduto.
Attento solo a mantenere un certo ritmo, la libertà nei passi.
Attento a quel che fai e smetti di ascoltarmi.
Smetti di ascoltare tutti che tanto, poi, lo sai, non conta proprio nulla quel che io ho da dirti.

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