Considerazioni.

Posted on 21 marzo 2013

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Faccio fatica a mettere in fila i passi, l’uno dietro l’altro.
Faccio fatica.
Mi sembra di avere davanti agli occhi solo le tue mani, sulle mie spalle, mentre ti cammino davanti.
Ogni tanto me ne vengo qui a recuperare le idee.
Il bar è sempre lo stesso: sedie bianche, pareti azzurre, gente che va e che viene. So che tutti gli sguardi cercano te, li vedo, uguali a me.

Quanto lontana sei andata, Madame? Sono trascorsi giorni, mesi, anni dall’ultima volta che ti ho ricamato lo sguardo coi miei occhi.
Non so davvero cosa farmene di noi, Madame, non lo so più.
Prima avevo chiaro in testa un filo, un cammino di mani distanti che, in fondo alla strada, si sarebbero ritrovate.
Adesso sento solo le tue mani sulle mie spalle, le mie a coprirle senza guardarti. Mi sembra passato un secondo da quando mi hai trafitto lo stomaco con un pugnale di parole e immagini.
Perché hai scelto lui e non me?
Dove te ne sei andata tenendogli la mano?
Quando hai tolto le tue mani dalle mie spalle?
Quando ho lasciato libere le tue mani dalle mia presa…perché?

Davide, che è colui che racconta questa storia, sono sempre io.
Ho paura ad arrivare in fondo.
Per questo mi tengo ancora le impronte delle tue dita lunghe e affusolate attaccate alla mia carne: ho paura di voltarmi e scoprire che non c’è più traccia alcuna sul mio corpo del passaggio di te.
Allora non guardo e faccio finta di distrarmi con la vita.

If I could be who you wanted, all the time.

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Posted in: M&D