Needle in the hay.

Posted on 17 giugno 2013

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Si rincuorava al solo pensare che la vita, grazie al cielo, non è infinita.
In qualche modo la coscienza di essere di passaggio, perituri e fragili, rende questa roba qui di alzarsi, respirare, camminare e sopravvivere, ecco, meno pesante e meno importante.

Needle_in_the_Hay_by_formadmenonly

Per altri, si ripeteva, l’idea del finito provoca esattamente la reazione opposta: che fatica, allora, cercare di far della vita qualcosa di incredibile, speciale, costellata il più possibile di scelte e gesti giusti…quale sarà poi mai questa giustezza? Si domandava.

Mal che vada m’ammazzo. “Tuttalpiù muoio”, aveva detto qualcuno. Non siam nulla e se c’è a chi questa cosa qui pesa, a lui, invece, lo rinfrancava.

Sbaglia, colpisciti, rialzati e cadi di nuovo. Ripeti lo stesso sbaglio mille volte. Ferisci te stesso, ferisci il prossimo tuo e chiedi perdono senza ottenerlo, oppure ottenendolo, lotta e non preoccuparti di perdere, tanto, vincere o perdere, è sempre finire. Non darti importanza, cambia idea, fatti del male o fatti felice, se ci riesci. Cogli l’idea della felicità del secondo perché, a ben vedere, secondo o intera esistenza di decadi, non han differenza: sono istanti di tempo.

Pensava ogni giorno, spalancando gli occhi al risveglio: “Niente paura, mal che vada m’ammazzo”.

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