In idiotecha muovi.

Posted on 2 luglio 2013

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Cammini o scappi? Ti guardi le spalle e poi, non poi, nello stesso tempo-istante-momento esatto, metti sù una posa sicura e strafottente: cammini, petto spalancato che tenta di imporsi alle spalle chiuse, testa alta, bocca atteggiata e piena, sguardo fisso a non guardare nessuno ma senza tralasciare i dettagli di nulla.
Scappi travestendo i passi di certezze oppure cammini convincendo te stessa che presto, molto presto, il prima possibile, scapperai lontano; prima dai luoghi e poi, meglio e di maggiore importanza, via e lontano da ciò che sei.

Ti guardo ballare tra la folla un’idea di musica perfetta che hai costruito negli anni nella tua testa. Ti guardo accennare quei passi da locale notturno e alcolico mentre attendi che il semaforo si faccia verde e te ne fotti, per davvero mi sa, della gente che aspetta intorno e insieme a te. Non esistono. Metti la musica altissima nelle orecchie in modo da cancellarli tutti: l’assenza di suono alieno polverizza la città e ne annulla la presenza. Eppure ti ci muovi e respiri.

Necessario si fa, nella tua vita, tutto questo correre e camminare che ci hai messo dentro.
Necessaria questa voglia sana di libertà e solitudine che rendono la vita così piena.

Come vedi, pur dipinto di misantropia, si può scrivere anche di cose belle.
Almeno, questo è il meglio che so fare. Che so dare.

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