Memento.

Posted on 12 luglio 2013

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Annuso la strada. Annuso, per strada, la gente che incontro, che sorpasso, che incrocio mentre a passi svelti mi muovo nell’essere (o forse è l’esistere?)

Sempre spedito il cammino dell’inquieto.

Mi invento la sfida del ricordo lampo, ogni odore che incrocio mi ricorda qualcosa: immediato e familiare si crogiola l’essere in un profumo consueto; scomodo e molesto si scuote in presenza di chimica errata, sgradita, rimossa ma non abbastanza; solo di rado si commuove al ritrovare un momento felice nell’odore che porta addosso un estraneo che, tal’ è, era qui ma poi se n’è già andato.
Istintivamente ricolloco i pezzi della memoria al loro posto
Un profumo elegante mi fa tornare bambina sulle sue gambe.
Un detersivo corrente mi riconduce nel loro bagno.
Un deodorante dolce mi sprofonda di nuovo il viso nel suo petto.
Un sugo alato mi trascina bambina in cucina.
Un’essenza inconfondibile mi restituisce la mia pelle mutata.

Annuso l’aria e con gli occhi chiusi mi sposto non solo da casa a lavoro, ma di tempo e di spazio pensando, poi dopo, con gli occhi riaperti, com’è sconfinato quel che ci portiamo in eterno attaccato negli angoli degli anni trascorsi.

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