Versi impropri.

Posted on 23 ottobre 2013

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Certi giorni cominciano storti e vanno avanti così.

Apri gli occhi e ti accorgi del braccio storto piegato sotto il petto e, solo in quel momento, ti accorgi del dolore finora inascoltato, anche, che questa posizione ti provoca. Ti sollevi e fai perno sul piede sbagliato e il pantalone del pigiama è tutto storto e la canottiera e i capelli, anche loro, sono tutti al contrario.

Certe giornate inziano nel verso opposto che quando ti alzi dovresti andare a letto e quando infili la giacca dovresti infilare le pantofole e quando imbocchi la porta dell’ascensore, dovresti, fallo, rimetterti sotto le coperte. Poi fuori piove e avverti il primo freddo e a lavoro sei più assente che presente e, diciamocelo, con il lavoro che fai questa è una cosa che proprio non puoi permetterti.

Ti sposti schiva e a testa bassa, urli contro tutti il tuo humor de perro.

Alterato intorno e dentro te ogni gesto minimo o movimento.

Poi per fortuna, quando la giornata storta volge al termine, qualcosa un sorriso te lo strappa e, in questo qualcosa, c’è l’omaccione spagnolo che segna la fine con una presa di cuore.

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