Dolescenza*.

Posted on 13 dicembre 2013

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C’è questa specie di frattura nel centro che fa fatica a richiudersi.

Non credo esistano nel mondo persone e persone, credo che ciascun essere esista solo in se stesso e, in sè, rappresenti l’unico mondo possibile, concepibile e conoscibile. Che poi neanche, perché ci puoi passare tutta la vita a studiarti gli atteggiamenti, i gesti e i pensieri per non approdare a nulla, per stupirti ancora a cent’anni delle parole che portano il timbro della tua voce, l’aria dei tuoi polmoni, le vocali della tua lingua e le consonanti del resto della bocca.

Ecco, c’è questa ferita che non si rimargina perché è esattamente quel che non è possibile comprendere o giustificare: quel che dovrebbe essere guidato con coscienza guida, invece, con forza. E sanguina nel tentativo di trovare una struttura e grida nel tempo per gli abbandoni e cerca, nei minuti e negli anni, un posto nel mondo che gli sia adatto e consono.

C’è questa breccia nel legno di cui son fatta e questa breccia, più del legno, sono io.

Dinanzi ai miei occhi una schiera infinita di alberi dolenti.

*titolo plagiato da Makkox

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