28.

Posted on 30 gennaio 2014

24


Sono uscita a lavorare col buio e dopo l’ora e mezza di lezione, quando ho rivisto di nuovo la luce e ormai era giorno anche qui che giorno pare non debba essere mai, beh, quando sono uscita presumendo un cielo grigio e piovoso consono al freddo e agli umori di questi giorni, mi ha sorpreso il sole, su un azzurro limpido inaspettato.

E l’umore, inaspettato anch’esso, si è fatto d’improvviso tutto sorridente.

Non corro che mi fa male il ginocchio, non mi agito a cercare di far qualcosa: me ne vado a casa, invece, e mi godo gli auguri che mi giungono dal mondo insieme a regali che mi lasciano a bocca spalancata.

Sono 28 e non so e non ho deciso se saranno belli, brutti, stanchi, propositivi, coraggiosi. Ho deciso invece di fare come il mio umore e seguire la corrente che ha sempre più ragione.

Faccio finta, allora, per un po’, che non mi manca il mare e Napoli, che non mi mancano tutti i volti della mia vita distanti, indosso questa luce inaspettata di sole primaverile con freddo di neve e odore di fiori freschi.

Faccio finta e poi per vero che non mi manca nulla propio oggi in cui tutto mi manca.

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