Here, there, ever.

Posted on 8 aprile 2014

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È da un po’ che non ti vedo. Dove sei, che fine hai fatto e cosa stai facendo con la vita?

Non riesco più neppure a mettere a fuoco il punto ultimo di te su cui i miei occhi si sono posati nel momento in cui c’è stato il tempo, sì, quel tempo che poi da allora mai più.

Tutta questa distrazione mi corrode l’anima e la alimento con parole inutili, immagini banali e ritrite: sono, d’un tratto, sorda e cieca, alla bellezza con la quale prima sfamavo occhi e orecchie.

Così adesso mi domando e cerco mentalmente in fondo alle orbite, tra i fili di quella membrana infinita che lega lo sguardo alla memoria e sulla quale intesso da anni la trama degli ultimi istanti di tutto: la scuola, l’università, le compagnie, i morti, le tue ossa e i nei. Tela infinita che ricostituisco ad ogni ultimo che non è più ultimo con il suo successore inaspettato.

Ecco allora che in questa ricerca mi tuffo nel nero circondato dall’azzurro sporco delle mie pupille miopi, e e e… e tocco sabbia su questa trama infinita: ti cerco e non ci sei.

Eppure vedo, solo adesso, ovunque pezzi di te, in ogni immagine.

Sei rimasta immensa, eterna, incalcolabile polvere su ogni cosa della mia esistenza: tutto ricopri anche se ormai non ti vede più nessuno.

Nessuno più ti vede, solo io.

 

 

 

 

 

 

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