Tutti i santi giorni.

Posted on 7 maggio 2014

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C’è un amore che travalica se stesso,

che vive della carne e della sveglia quotidiana

e si sveglia 16 volte nel letto ogni mattina

per colpa di una sveglia che, invece di esser fermata,

si sposta sempre di altri dieci minuti,

ancora, ti prego, dieci minuti soltanto

e poi faccio il caffè.

 

C’è un amore che si perde tra i piatti sporchi,

le lenzuola stropicciate e le tracce di dentifricio nel lavandino.

C’è un amore che sbiadisce nei conti, nelle carte,

nei malanni e in fazzoletti arrotolati, bagnati di lacrime e saliva.

 

C’è l’amore, poi, che ogni giorno si sveglia nuovo e pronto per l’uso,

tutto pettinato, imbellettato e apparecchiato,

senza i segni del cuscino sulla faccia

nè della fatica che ci vuole a fare un po’ di  posto,

ogni santo giorno e ora e minuto.

 

Ma l’amore che non si stropiccia che amore può mai essere

se non chiede e non gli servon mai attenzioni.

 

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Posted in: Non prosa