“Fino a qui tutto bene”.

Posted on 16 giugno 2014

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Qualche giorno fa ho fatto 3 anni, 3 anni qui dentro e non me ne sono ricordata, mi è passato di mente, non ci ho pensato fino ad ora che sono entrata e il sistema me lo ha ricordato.

Da circa un mese mi è cambiata tutta la vita e non ho avuto un attimo di tempo per fermarmi a pensare a questa cosa di migrare di nuovo, ancora, una volta di più.

Ho cambiato lavoro, cambiato casa e cambiato città.

Ho un braccio pieno di lividi e graffi da scatoloni trasportati, le spalle indolenzite, le mani secche di detersivi e stracci e le occhiaie fisse a dipingermi di nero lo sguardo. Ma tra un po’ il mutamento sarà compiuto e potrò respirare e pensare e darmi il tempo di capire che è finita un’altra cosa e che però, per fortuna, ne è anche iniziata un’altra, piena di cose nuove.

Per il momento le cose mi trascinano ed è comodo così.

Poi ci sarà tempo di guardarsi intorno, riempire i polmoni e decidere che passi compiere, verso dove, perché.

Come dopo un volo eterno, noti che l’aereo comincia ad atterrare e lo sai che tra solo due secondi sarai a terra sano e salvo, eppure, eppure…l’atterraggio è la manovra più pericolosa dell’intero volo, un buon pilota lo sa: basta distrarsi un secondo per schiantarsi.

“Il problema non è la caduta, è l’atterraggio”.

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