“Oìa, è proprio un deserto.” – “E ringrazia che ci sono io, che sono una moltitudine.”

Posted on 1 luglio 2014

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Un deserto di dentro.

Tutto uno spazio vuoto che dimentico di riempire ogni giorno, mi distraggo, faccio altro, faccio finta che mi distraggo e che mi ricordo solo quando è troppo tardi e allora, vabbè va, lo si fa domani, che anche domani si è ancora in tempo, e poi domani diventa doman l’altro, e una settimana e ad un certo punto manco so più quanto tempo è passato. E via, in fondo non è tutto sto problema il deserto di dentro se da fuori ci si distrae.

Devo leggere quel libro.

Scriverti una mail.

Fare tre telefonate.

Finire un compito.

Mangiare meno.

Mangiare meglio.

Non guardarmi così spesso.

Comprare delle camicie nuove.

Cercare due cose a buon prezzo.

Aggiustarne tre o quattro che ancora non vanno.

 

Non fa più freddo intorno, anzi spesso c’è caldo, troppo caldo, questo sole secca la gola, questa città mi prosciuga un po’, devo prenderci la mano.

Che palle, dopo tutti questi anni, sentirsi ancora e sempre in sopravanzo, eppure, poi anche, che sollievo non sentirsi da soli quando, oìa, è proprio un deserto.

Ringrazio, va, la mamma, ché m’ha fatto moltitudine.

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