All yours

Posted on 29 settembre 2014

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Quel che ho capito è l’immobile, allora

mi siedo a guardarti da lontano.

Il braccio allungato, lo ritraggo,

la mano aperta, la serro a pugno chiuso

e tutte le parole che volevo

costruire, suono a suono incatenate,

me le ingoio a forza e

le rispingo giù, giù,

in fondo a quel punto dove manco

più la gola brucia.

E le labbra tornano quiete,

in un sorriso opaco che smetterà di

chiedere.

Quel che ho capito è il passo

assai più lungo della gamba,

allora mi ritraggo, torno indietro,

e nel ritrarmi smuovo il terreno calpestato

ad alterare mosse e gesti

compiuti nella tua direzione.

Torno immobile, quieta

e muta e me ne resto,

ancora per un po’,

a guardarti da lontano.

Eppure sono miope:

è come non ci fossi.

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Posted in: Non prosa