E te la compongo adesso scrivendo un po’ come viene.

Posted on 28 dicembre 2014

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Ti lascio le braccia, le spalle e i ginocchi.

Ti lascio lo sguardo ignorato e le parole taciute.

Ti lascio tutte le mie imperfezioni, i difetti,

quei gesti imprecisi, di scatto, e sciatti

che mi contraddistinguono i passi e l’essere.

Ti lascio il detto ed il sottinteso, il promesso e mai mantenuto,

così come tutti i fiumi di parole che tra noi sono scorsi,

anche e soprattutto quando uno, od entrambi, distratti stavamo

e non c’era attenzione.

Ti lascio le mie cattive intenzioni e spero, magari,

che tenendomi strette le buone io possa, alla fine,

respirare serena e trovare, chissá, un minuto di pace.

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Posted in: Non prosa