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Posted on 30 gennaio 2015

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Ventinove, casa nuova. Ventinove, vita nuova. Ventinove, città nuova.

Serenità e quiete in questo giorno di lavoro, arrivi, cucine e, finalmente dopo tanti anni, festeggiamenti.

E allora distraiamoci, va’, godiamocela ‘sta candelina in più e l’ultimo anno nella ventina.

Abbandono l’urgenza, almeno per qualche ora, di decidere che direzione prendere; abbandono i timori legati al lavoro e la rabbia, che ho accumulato negli ultimi mesi, cerco di farla scivolare via dalla carne e dal petto. Abbandono anche l’assenza di parole scritte e infatti, ecco, che scrivo di nuovo e, da qualche giorno, di più e meglio. Mi godo invece l’arrivo degli abbracci da lontano, da moltissimi posti del mondo e così poi trasformo i kilometri che mi separano dai miei amori in possibilità, in sicurezza e calore, in coscienza e certezza di avere, sparpagliati negli angoli del globo, molti nidi caldi che son pronti ad accogliermi se inciampo, se mi stanco, se gli manco.

Non è stato un ventottesimo anno tranquillo ma è stato ricco di cose nuove, dell’approdo in capitale, dell’inizio del teatro, dell’arrivo di un nuovo piccolo amore che cresce ogni giorno, anche se io posso seguirne i gesti quasi solo attraverso uno schermo. E allora è a quella cucciola di A. che dedico questo compleanno di gioia perché è arrivata in un momento buio in cui si aveva tanto bisogno di luce.

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